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SUMMARY:“Due passi sul fiume in un battito d’ali”
DESCRIPTION:L’Associazione Mondattivo in collaborazione con il circolo ARCI STRANIERI è lieta di presentarVi:\n  \n“Due passi sul fiume in un battito d’ali”\n  \nVenerdì 11 marzo 2016 ore 20.30 presso circolo Arci stranieri\n\n  \n  \nEmile Edang Onomo: di origine Camerunense\, in Italia dal 2009\, è autore versatile e delicato\, laureato in Scienze della Comunicazioni\, ha pubblicato un testo di poesie dal titolo “Aquila d’Africa”\, edizioni Arduino Sacco\, 2014 \n  \n  \nL’anima del suo Popolo\, tutta la ricchezza di una lunghissima tradizione orale per l’arte del racconto e della poesia\, il grido infinito e l’anima della sua gente: tutto questo traspare con chiara evidenza nella Poesia di Emile Edang. \nNei suoi scritti traspare sete di giustizia da questo nostro mondo globalizzato e privo di anima\, che tende a soverchiare i deboli a opprimerli . \nLa voce del poeta Edang leva allora il suo grido in nome di una nuova vera giustizia\, di un nuovo modo di vedere il mondo. \n  \nLo stesso poeta è l’agnello sacrificale\, la vittima\, ma anche il possente lottatore\, il portatore di un nuovo umano imprescindibile\, Verbo capace di fare nuova e accogliente quella che sempre è stata per ogni sfruttato e calpestato nient’altro che una valle di lacrime. \n  \n  \n  \nNato e cresciuto a Uromi\, città nel sud della Nigeria Obehi Peter Ewanfoh emigra e giunge in Italia\, a Verona nel 2004 all’età di 25 anni. Come molte famiglie africane anche la sua è numerosissima\, sette fratelli di cui lui è il quinto figlio. \n  \nAmende è un racconto basato su una doppia riparazione: quella ad opera della Natura e quella agita dagli uomini. Già il titolo e il sottotitolo ci suggeriscono questa duplice interpretazione. Amende\, il nome del ragazzino protagonista\, attinge all’acqua del fiume\, come rivela la mamma morente alla vecchia Etusi\, che gli farà da madre e padre assieme.\,” \n  \nAmende è “il figlio del destino”\, un ragazzino che si trova a intraprendere un duplice viaggio esplorativo (all’interno dell’inaccessibile Foresta del Male\, ma anche all’interno di sé)\, alla ricerca di una risposta sincera a domande inascoltate\, delle proprie radici e di quella tessera mancante che chiude il puzzle del suo microcosmo. Il racconto ci trasporta nei flussi dell’oralità della tradizione africana\, rivelandoci i suoni\, i colori\, i sapori\, i volti e i valori di una piccola comunità solidale\, non a caso guidata da un cantastorie: la memoria storica del villaggio di Okpujie. (Nigeria) \nPer maggiori dettagli visita News Mondattivo \n 
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