L’individuo è a un bivio: essere monade o fidarsi di nuovo

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I recenti accadimenti in ambito socio-politico e le battaglie ambientali che interessano diverse zone di Italia pongono l’individuo di oggi lungo un Sentiero assai più periglioso che in passato: scegliere davvero se abbassare la testa e mescolarsi tra le maglie della massa consumistica oppure fare scelte coraggiose andando contro il potere costituito.

Gli scenari odierni sono mutati radicalmente: a fronte di una società sempre più complessa e multiculturale, rispetto a 10 anni fa, le comunità migranti si sono organizzate costituendo avamposti perlopiù pacifici, altre invece non sono riuscite a raccogliere il “disagio”proveniente da altri fratelli migranti emergenziali. E così eccoli, gli episodi di violenza e forte aggressività, che altro non sono se non figli della paura, quella più atavica, che fa chinare il capo fino a sera e rimuginare sul proprio intrinseco valore. Non si tratta qui di giustificare, ma di trovare il “vulnus” prototipico che conduce l’essere umano carico di sogni e speranze a ripiegarsi in sé a causa di aspettative irrealizzabili ( un lavoro ricco e soddisfacente), desideri molto elevati ( es. una casa ampia per stare con la famiglia), una percezione di estraneità verso l’ambiente esterno.

Mutamento senza ritorno: gran parte dei gruppi oggigiorno, necessita di rassicurazione e di una forte spinta a procedere, la qual cosa generalmente non arriva dal mondo istituzionale, non più vicino nel dialogo ai gruppi. Comune, Regione, la Chiesa pure non riescono a dare risposte al frequente disagio che vivono i gruppi informali. Stretti tra le maglie di un’osservanza precisa nei confronti delle norme e di una forte carica vitale che li vorrebbe sempre più propensi ad atti rivoluzionari, essi provano ad organizzarsi, creando manifestazioni, cortei per divulgare un unico messaggio: occorre fermarsi, decelerare l’idea che il progresso conduca al benessere sicuro; promuovono così la propagazione e il rispetto dei diritti di ciascuno, degli ultimi, dei senza dimora, dei richiedenti asilo.

Poi arriva la grande scelta: dire sì all’esistente, conservando la fede nel futuro e soprattutto, dando spazio al “green”, a tutto ciò che risulta essere verde.

La vera guerra oggi, l’abbiamo determinata noi. L’essere umano è al tempo stesso, il creatore e la vittima del clima; vuole salvaguardare i boschi, le foreste, ma lotta contro le multinazionali o i giganti del profitto per arrestare il consumo di suolo, E’ una lotta impari, senza sconti né mediazioni.

Adesso possiamo davvero determinare quel cambiamento tanto atteso: fidarci uno dell’altro e creare comunità

oppure rimanere isolati senza prospettive. Io credo che la risposta sia già dentro ognuno di noi.

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